Alterego
#4_2016 – Bandi Aperti PMI 2016

Toscana: Un ponte fra banche ed imprese

Ammonta a 285 milioni di euro il plafond di risorse messo a disposizione delle PMI fiorentine da sei banche nell’ambito del progetto “Un Ponte tra banche e imprese”, avviato nel 2015 con la realizzazione di seminari informativi e incontri di orientamento per le aziende in tema di accesso al credito.

Finanziamenti

A stanziare le risorse per le imprese sono: Banca Monte dei Paschi di Siena, BNL – Gruppo BNP Paribas, Unicredit, BPER Banca, Banca di Cambiano e Banca di Vignole e Montagna Pistoiese. Ciascun istituto attiva prodotti per sostenere il credito come finanziamenti a breve termine o a medio-lungo termine.

Seminari

Per informare imprenditori e professionisti sulle nuove opportunità di credito saranno organizzati incontri di orientamento gratuiti secondo questo calendario:

  • 8 giugno (finanziamenti a breve termine e factoring);
  • 6 luglio (valutazione delle start-up);
  • 21 settembre (business plan);
  • 26 ottobre (rating e merito creditizio).

 

 

Funder35

A chi è rivolto

Il bando annuale Funder35 è rivolto alle organizzazioni culturali senza scopo di lucro (imprese sociali, cooperative sociali, associazioni culturali, fondazioni, ecc), composte in prevalenza da under 35 e impegnate principalmente nell’ambito della produzione artistica/creativa in tutte le sue forme, da quelle tradizionali a quelle di ultima generazione o nell’ambito dei servizi di supporto alla conoscenza, alla valorizzazione, alla tutela, alla protezione, alla circolazione dei beni e delle attività culturali.

Il bando non è finalizzato alla creazione di start-up ma vuole rendere più solide e stabili le imprese culturali già avviate, fornendo loro opportunità di crescita e di sviluppo per favorire un migliore posizionamento sul mercato e una maggiore efficienza e sostenibilità.

I Territori coinvolti

le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta;

le province di Bologna, Modena, Parma e Ravenna in Emilia Romagna, Pordenone e Udine in Friuli-Venezia Giulia, le province della Spezia e di Genova in Liguria, le province di Ascoli Piceno e Ancona nelle Marche, di Firenze, Livorno e Lucca in Toscana, le province di Belluno, Padova, Rovigo, Verona e Vicenza in Veneto.

Il bando scade il 1° luglio 2016.

 

 

Mani

LAZIO – RETI D’IMPRESA COMMERCIANTI ED ARTIGIANI

È stato presentato a Roma il bando della Regione Lazio mirato a favorire la presenza sul mercato di commercianti e artigiani, supportati nella realizzazione di reti di impresa e reso possibile grazie allo stanziamento di 10 milioni di euro.

Bando

Ciascuna rete di imprese sia territoriali sia di settore composta da almeno 30 attività (tra esercizi di vicinato, artigiani, bar, ristoranti, mercati rionali, alberghi, cinema, teatri) potrà ottenere un contributo regionale fino a 100mila euro.

Domande

Il bando sarà pubblicato il 17 maggio e le domande potranno essere inviate fino al 30 settembre 2016. La presentazione dell’avviso è scaricabile dal sito della Cna.

 

Frutta

LAZIO: INCENTIVI IMPRESE AGROALIMENTARI

La Regione Lazio promuove un nuovo bando per le imprese agroalimentari che investono nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Possono partecipare le imprese agroindustriali, le imprese agricole sia singole sia associate, le società cooperative.

Investimenti

Numerosi gli investimenti ammessi al bando: costruzione e ristrutturazione di beni immobili e relativa impiantistica, realizzazione di spacci aziendali e punti espositivi per l’attività di vendita di prodotti agricoli, acquisto o leasing con patto di acquisto di nuove macchine e attrezzature per favorire l’attivazione di innovative tecnologie mirate a razionalizzare il ciclo di lavorazione dei prodotti agroalimentari, mezzi di trasporto specialistici.

Per quanto riguarda gli investimenti immateriali, sono previsti l’acquisto di software dedicati ai processi produttivi di trasformazione e l’acquisto di brevetti e licenze.

Domande

Le domande devono essere presentate entro il 30 settembre 2016.

 

 

Venture capital

 

LAZIO: INCENTIVI IMPRESE AGROALIMENTARI

La Regione Lazio promuove un nuovo bando per le imprese agroalimentari che investono nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Possono partecipare le imprese agroindustriali, le imprese agricole sia singole sia associate, le società cooperative.

Investimenti

Numerosi gli investimenti ammessi al bando: costruzione e ristrutturazione di beni immobili e relativa impiantistica, realizzazione di spacci aziendali e punti espositivi per l’attività di vendita di prodotti agricoli, acquisto o leasing con patto di acquisto di nuove macchine e attrezzature per favorire l’attivazione di innovative tecnologie mirate a razionalizzare il ciclo di lavorazione dei prodotti agroalimentari, mezzi di trasporto specialistici.

Per quanto riguarda gli investimenti immateriali, sono previsti l’acquisto di software dedicati ai processi produttivi di trasformazione e l’acquisto di brevetti e licenze.

Domande

Le domande devono essere presentate entro il 30 settembre 2016.

 

 

energy_effiency_fp2

LAZIO: Smart Energy Fund – Fondo di ingegneria finanziaria per le Pmi – Aperto, ancora disponibili 5 mln Euro, circa

Scopo dell’Avviso, rivolto alle PMI laziali è quello di ridurre i loro costi energetici, sostenendo la realizzazione di investimenti per il miglioramento dell’efficienza energetica o la produzione di energia rinnovabile, mediante l’erogazione di finanziamenti agevolati in sinergia con gli incentivi statali, che sono spesso significativi ma diluiti nel tempo. Gli investimenti in efficienza energetica e per la produzione di energia, finalizzati – anche in parte – all’autoconsumo, devono riguardare immobili esistenti e con destinazione d’uso non abitativa.

I soggetti beneficiari sono le PMI del Lazio che:

 realizzano direttamente il programma di investimento grazie al prestito agevolato ricevuto a valere sul Fondo;

 beneficiano dell’agevolazione in forma indiretta, per il tramite di un soggetto terzo (FTT Provider), che ottiene il prestito agevolato e realizza il programma di investimento, trasferendo all’impresa beneficiaria il beneficio del tasso agevolato e dell’efficientamento energetico.

Gli investimenti ammissibili, che devono essere tutti realizzati nel territorio regionale del Lazio, sono i seguenti:

 investimenti semplici: Pannelli Solari termici, Caldaie a condensazione, Sostituzione serramenti e infissi, Installazione apparecchi a LED, Fotovoltaico, Impianti a biomassa legnosa, Pompe di calore elettriche per la produzione di ACS, Pompe di calore elettriche per il condizionamento con potenza inferiore ai 12 kW, Condizionatori ad aria ad alta efficienza con potenza inferiore ai 12 kW

 investimenti complessi: per la riduzione dei consumi di energia primaria nella misura minima del 10% annuo rispetto alla media degli ultimi due anni;

 investimenti che migliorino di almeno una classe energetica la prestazione energetica generale dell’edificio o unità immobiliare oggetto dell’intervento;

 altri impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili a scala ridotta (capacità istallata inferiore a 500 kWp);

 impianti ex novo per la cogenerazione ad alto rendimento, come definita all’art. 2 (34) della Direttiva 2012/27/UE.

L’importo totale delle spese ammissibili non deve essere inferiore ad un minimo di 10 mila euro.

Il prestito agevolato è un mutuo chirografario a tasso zero, ovvero al tasso minimo compatibile con la normativa sugli Aiuti di Stato. I mutui sono erogati con due modalità alternative: “Prestiti Non Cofinanziati” ( fino a 100.000 euro) o “Prestiti Cofinanziati”. L’importo non può essere inferiore a 10 mila euro né superiore a 1 milione di euro,

La presentazione delle domande, A SPORTELLO, è ancora aperta.

 

 

Sme instrument

Al via lo SME_instrument – Orizzonte 2020 dedicato alle start up innovative per R&D&I – Ricerca & Sviluppo & Innovazione – scadenza 03/05/2016

Le PMI (SME – micro, small and medium-sized enterprises) rappresentano una significativa fonte di innovazione, crescita ed occupazione in Europa.

Presentato lo scorso 6 febbraio, a Roma, lo SME Instrument specificamente destinato alle PMI (articolo 22 del regolamento (UE) n. 1291/2013) per sostenere le attività di ricerca e di innovazione e le capacità delle PMI nel corso delle varie fasi del ciclo di innovazione.
Tale strumento ad hoc è adeguato alle esigenze delle PMI ed è caratterizzato da open calls organizzate in tre fasi: 1. Lump sum (somma forfettaria) per esplorare la fattibilità ed il potenziale commerciale dell’idea progettuale; 2. Grant (sovvenzione) per attività di Research & Development & Innovation con focus sulle attività dimostrative; 3. Misure di supporto e attività di networking per lo sfruttamento dei risultati.

Non vi è alcun obbligo per i partecipanti di coprire tutte e tre le fasi.

  1. SME instrument phase 1– proof of concept: Sviluppare uno Studio di fattibilità che verifica la fattibilità tecnologica/pratica oltre che economica di una idea/concept considerevolmente innovativa per il settore industriale in cui viene presentato (nuovi prodotti, processi, progettazione, servizi e tecnologie o nuove applicazioni di mercato delle tecnologie esistenti). Le attività potrebbero, ad esempio, comprendere la valutazione dei rischi, studi di mercato, coinvolgimento degli utenti, la gestione della proprietà intellettuale, sviluppo della strategia di innovazione, ricerca di partner, la fattibilità del concept per stabilire un solido progetto di innovazione ad alto potenziale allineato alla strategia aziendale e con una dimensione europea. La proposta dovrebbe contenere un business plan iniziale basato sull’idea/concetto proposta, con le specifiche dei risultati del progetto e dei criteri per il successo.
  2. SME instrument phase 2– development and demonstration: Sviluppare progetti di innovazione che affrontano una specifica sfida e dimostrano un elevato potenziale in termini di competitività e di crescita sostenuta da un business plan strategico. Le attività dovrebbero concentrarsi sulle attività di innovazione come dimostrazione, sperimentazione, prototipazione, impianti pilota, scaling-up, miniaturizzazione, design, market replication e simili con l’obiettivo di portare un’idea innovativa (di prodotto, di processo, di servizio, ecc) alla prontezza industriale e alla maturità per l’introduzione sul mercato, ma può anche includere qualche ricerca. Le PMI possono subappaltare il lavoro e la conoscenza che è essenziale per il loro progetto di innovazione. Nel caso di innovazione tecnologica è previsto un TRL (Technological Readiness Level)  pari a 6 o superiore (nella sezione G degli General Annexes vengono definiti i Technology readiness levels a cui la descrizione di un Topic può fare riferimento).
    Le proposte si basano su di un business plan sia sviluppato attraverso la fase 1 che sviluppato in altro modo. Particolare attenzione deve essere rivolta alla protezione della Proprietà Intellettuale (PI); i partecipanti dovranno presentare misure convincenti per assicurare la possibilità di sfruttamento commerciale .
    Le proposte devono contenere una specifica per l’esito del progetto, tra cui un primo piano per la commercializzazione ed i criteri per il successo. Il piano di commercializzazione deve dimostrare un percorso credibile per il mercato anche dimostrando la capacità di andare dallo sviluppo alla fase di produzione.

Phase 1: Vengono finanziati tutti i costi eleggibili (costi diretti e indiretti) che possono essere ricondotti alle attività per il Feasibility study dell’idea progettuale (se propriamente implementate) e che corrispondono alla somma forfettaria stabilita come importo finanziabile dalla Commissione Europea.

Phase 2: Viene rimborsato il 70% dei costi eleggibili per l’azione. I costi ammissibili devono essere dichiarati nelle seguenti forme di costo: costi di personale diretti, costi diretti di subappalto, costi diretti di fornitura supportofinanziario a terze parti, altri costi diretti (es. viaggi, attrezzature, materiali di consumo); costi indiretti sulla base di una flat-rate del 25% dei costi diretti ammissibili. Il 70% del fondo perduto diventa 100% se è totalmente di ricerca (es. università) e gli anticipi sono senza fideiussioni nè bancarie nè assicurative.

Phase 3: Non sono previste sovvenzioni ma finanziamenti indiretti (es. accesso ai servizi finanziari sostenuti con Access to Risk Finance).

Phase 1: La Commission Decision C(2013)8198, che autorizza il rimborso dei costi sotto forma di somma forfettaria per la fase 1, stabilisce che il costo totale eleggibile sia di €71.249. Applicando il tasso di co-finanziamento del 70%, l’ammontare del finanziamento è stabilito a €50.000.
Al beneficiario andrà un prefinanziamento ed un pagamento a saldo: il prefinanziamento (40% della somma forfettaria) avverrà entro 30 giorni dalla data di inizio dell’azione o dalla data di entrata in vigore della convenzione, a seconda di quale è l’ultima data. Un importo pari al 5% del massimo importo della sovvenzione viene trattenuto dal pagamento del prefinanziamento e trasferito nel Fondo di Garanzia. Il saldo sarà pagato (insieme all’importo ritenuto come fondo di garanzia) entro 90 giorni dal ricevimento del report finale.

Phase 2: Il contributo dell’EU nella forma di concessione si prevede essere dell’ordine di €500.000 fino a €2,5 milioni. Tuttavia, questo non preclude la presentazione e selezione delle proposte che richiedano altri importi. Il Funding rate per la fase 2 è del 70% dei costi eleggibili (eccezionalmente, 100% dove la componente di ricerca è fortemente presente). Al beneficiario andrà un prefinanziamento; uno o più pagamenti intermedi ed il pagamento del saldo. Il prefinanziamento avverrà entro 30 giorni dalla data di inizio dell’azione o dalla data di entrata in vigore della convenzione, a seconda di quale è l’ultima data. Un importo pari al 5% del massimo importo della sovvenzione viene trattenuto dal pagamento del prefinanziamento e trasferito in nel Fondo di Garanzia. I pagamenti intermedi rimborsano i costi eleggibili sostenuti per l’implementazione dell’azione durante i corrispondenti reporting periods. Questi saranno pagati dalla Commissione entro 90 gg dal ricevimento del report periodico. L’importo dovuto è calcolato applicando ai costi eleggibili il tasso di rimborso del 70%, nei limiti del 90% dell’importo massimo della sovvenzione. Il pagamento del saldo (insieme all’importo ritenuto come fondo di garanzia) che avviene entro 90 giorni dal ricevimento del report finale, rimborsa la rimanente parte dei costi sostenuti dal beneficiario per l’implementazione dell’azione.

Phase 3: le PMI possono beneficiare di misure e servizi di sostegno indiretti, come l’accesso ai servizi finanziari sostenuti con Access to Risk Finance.

Le calls dello SME Instrument  sono continuamente aperte > a partire dal 24 febbraio < ed organizzate con 4 date di cut-off per anno. Le applicazioni possono essere sottomesse in qualsiasi momento. Le proposte sono valutate in lotti dopo ogni scadenza intermedia.

Le date di cut-off:

Phase 1: 24/02 – 03/05 – 11/07 – 09/11 ;

Phase 2: 03/02 – 14/04 – 15/06 – 13/10.-

 

ATTENZIONE! Se una proposta viene rigettata, è possibile ripresentarla entro la successiva data di cut-off.

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