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Newsletter #10_2017

Sostegno alle infrastrutture aperte per la ricerca
Sostenere la nascita di una rete territoriale di piattaforme per il trasferimento dell’innovazione tecnologica. E’ questo l’obiettivo dell’avviso pubblico “Infrastrutture aperte per la ricerca”, per il quale la Regione Lazio ha stanziato 10 milioni di euro.

Si tratta di infrastrutture che devono fungere da ponte tra ricerca, impresa e mercato, allo scopo di ricongiungere le attività di innovazione con i temi dello sviluppo economico e agendo come vettori di crescita della competitività delle imprese e luoghi di creazione di nuove competenze da impegnare nel mondo del lavoro, in coerenza con la Smart Specialization Strategy della Regione Lazio.

Per raggiungere l’obiettivo, la Regione promuove la nascita o lo sviluppo di più soggetti (persone giuridiche o articolazione di Organismi di Ricerca – OdR) che svolgano sul territorio regionale attività imprenditoriale di ricerca e di trasferimento tecnologico rivolta alla comunità scientifica, e soprattutto alle imprese. Tali soggetti devono essere in grado di produrre progetti che consentono loro di sostenersi grazie ai ricavi della propria attività, che non sarà agevolata e sarà svolta a prezzi di mercato.
L’accesso alle strutture e ai servizi offerti dal Beneficiario è aperto a più utenti e concesso in modo trasparente e non discriminatorio. A tal fine le tariffe praticate (compresi gli eventuali sconti non discriminatori, ad es. in ragione delle quantità) e i principali aspetti contrattuali (es. pagamenti, etc.) dovranno essere resi pubblici sul sito internet del Beneficiario.
L’operatività deve essere riconducibile alle Key Enabling Technologies (KETs, tecnologie abilitanti fondamentali) e non sarà agevolato più di un progetto che operi con riferimento alla medesima KET.
I Beneficiari sono:
Soggetti di natura privata o pubblico privata, aventi qualsiasi forma giuridica che sia compatibile con la proprietà degli investimenti agevolati (ad esempio: società, reti o consorzi dotati di personalità giuridica) e con lo svolgimento in via prevalente di attività economiche di ricerca, di trasferimento tecnologico e relativa assistenza;
OdR pubblici, in forma singola o, ove compatibile con la proprietà degli investimenti agevolati, in forma aggregata (ad es., consorzi con personalità giuridica, fondazioni, etc.), che svolgano in via prevalente attività economiche di ricerca e di trasferimento tecnologico. Nel caso di OdR pubblici in forma singola, è necessario che sia individuata una loro articolazione dedicata allo svolgimento in via prevalente di attività economiche di ricerca e di trasferimento tecnologico, dotata di contabilità analitica e di relativi indicatori di risultato in coerenza con quelli previsti dall’ANVUR e dalle migliori prassi europee con riferimento alla cosiddetta “Terza Missione”.
I Beneficiari possono anche non essere costituiti al momento della presentazione del progetto, ma devono esserlo al momento della sottoscrizione degli atti di impegno.

L’aiuto riguarda gli investimenti materiali e immateriali per laboratori, macchinari e attrezzature, le cui tariffe di accesso, insieme agli altri servizi che il soggetto sarà in grado di offrire, costituiranno i ricavi del soggetto beneficiario.
L’agevolazione è un contributo a fondo perduto in misura pari al 50% del totale delle spese ammissibili ed effettivamente sostenute. Ciascun progetto può avere un contributo massimo di 3.000.000 euro.
Sono spese ammissibili gli investimenti materiali in beni nuovi e gli investimenti immateriali, acquistati a prezzi di mercato da soggetti terzi e indipendenti rispetto ai soci e ai partner del Beneficiario e riguardanti principalmente:
• impianti o complessi di strumenti scientifici,
• risorse basate sulla conoscenza, quali collezioni, archivi o informazioni scientifiche strutturate;
• infrastrutture basate su tecnologie abilitanti dell’informazione e comunicazione, quali le reti di tipo GRID, il materiale di tipo informatico, il software e gli strumenti di comunicazione e ogni altro mezzo strettamente necessario per soddisfare la domanda di ricerca cui si rivolge l’operatività specifica del Beneficiario.
Sono ammissibili in forma accessoria opere murarie (compresi gli impianti “civili” quali riscaldamento, elettricità, acqua, etc.) nella misura massima del 20% del totale delle Spese Ammesse e se strettamente necessari a rendere funzionale l’investimento principale.
Le spese ammissibili devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda, salvo quelle relative all’attività di progettazione, e non essere inferiori a 2.000.000 euro. Il Progetto di investimento deve essere avviato entro 9 mesi e completato entro 24 mesi dalla data di concessione del contributo.
I beni oggetto di investimento dovranno risultare ubicati in una o più sedi operative presenti nel Lazio, di cui il beneficiario abbia regolare titolo di disponibilità e che siano dotate di tutte le autorizzazioni necessarie a svolgere le attività previste.
Le richieste di accesso all’agevolazione  e la finalizzazione del Formulario devono essere formalizzati a partire dalle ore 12:00 del 7 settembre 2017 e fino alle ore 18:00 del 12 dicembre 2017, secondo le modalità descritte nell’avviso pubblico.

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