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Newsletter #6_2017

Lazio- Innovazione sostantivo femminile, Raddoppiati i fondi del nuovo bando

2 milioni di euro per sostenere la nascita e lo sviluppo di idee e progetti imprenditoriali innovativi da parte delle donne, promuovendo la creatività e la valorizzazione del capitale umano femminile.

È quanto prevede il bando regionale dell’Assessorato allo Sviluppo Economico e Attività Produttive – “Innovazione Sostantivo Femminile”, alla sua 3^ edizione, presentato l’8 marzo da Lucia Valente , assessore al Lavoro e Pari Opportunità e da Rosanna Bellotti, direttore regionale per lo Sviluppo Economico e le Attività Produttive , alla presenza del governatore del Lazio Nicola Zingaretti,

Il successo delle 2 precedenti edizioni (lo stanziamento era stato, rispettivamente, di 1,5 milioni e 1 milione di Euro) – che ha permesso di finanziare in tutto 83 progetti imprenditoriali ha convinto i responsabili, quest’anno, ad ampliare la platea potenziale delle beneficiarie raddoppiando la dotazione dell’avviso a 2 milioni di euro.

Potranno partecipare al bando, oltre alle libere professioniste, le imprese “al femminile” già costituite (micro, piccole e medie imprese e società tra professionisti in cui il titolare sia una donna, società di capitali le cui quote siano, per almeno 2/3, in possesso di donne e rappresentino almeno i 2/3 del totale dei componenti dell’organo di amministrazione, cooperative o società di persone in cui il numero di donne socie sia almeno il 60% della compagine sociale), ma anche quelle che ancora non lo sono, purché in caso di esito positivo della partecipazione al bando, la costituzione dell’impresa avvenga entro 45 giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento di concessione del finanziamento.

Novità dell’edizione 2017 è che, per quanto riguarda i fondi, sono state previste delle riserve per i vari territori del Lazio, in modo da far sì che la ripartizione delle risorse sia il più possibile equilibrata: 200.000 euro sono così riservati a i progetti provenienti dalla provincia di Rieti; 250.000 euro per quelli della provincia di Viterbo; 300.000 euro per la provincia di Frosinone; 300.000 euro per la provincia di Latina; 300.000 euro per la provincia di Roma e 650.000 euro per quelli provenienti da Roma Capitale. Nel caso in cui le risorse non vengano utilizzate dai singoli territori, a partire dal 31 agosto 2017, saranno utilizzate indifferentemente in base al calendario di arrivo dei progetti.

Saranno finanziabili i progetti che includano la realizzazione di nuovi prodotti o servizi tramite l’utilizzo delle nuove tecnologie e che siano coerenti con le aree di specializzazione della S3 regionale (ossia Scienze della vita e benessere, Energia e ambiente, Agroalimentare, Mobilità sostenibile, Fabbricazione digitale, Domotica ed edilizia sostenibile, Beni culturali e tecnologie della cultura, Industrie creative digitali, Aerospazio, Sicurezza e protezione). Inoltre, potranno ottenere le agevolazioni del bando anche i progetti che abbiano come obiettivo la Social Innovation, ovvero che presentino soluzioni tecnologiche ai problemi dovuti al cambiamento della società per favorire una società inclusiva, innovativa e consapevole.

Il contributo concesso (a fondo perduto sarà pari al 70% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 30.000 Euro per ogni progetto, che dovrà essere realizzato nella Regione Lazio.

Le domande dovranno essere presentate a partire dalle 9.00 del 24 aprile 2017 tramite il sistema GeCoWEB: termine ultimo, le ore 17.00 del 31 ottobre 2017 (salvo esaurimento del plafond). L’assegnazione dei fondi avverrà secondo la procedura “a sportello”, con valutazione diretta del progetto e risposta “immediata” entro 60 giorni dalla presentazione della domanda.

Lazio_Bando “Atelier Arte, Bellezza e Cultura

Al via il nuovo bando da 6 milioni di euro di fondi POR FESR per sviluppare e realizzare nuovi modelli di attività per le PMI, per consolidare, modernizzare e diversificare i sistemi produttivi territoriali in ambito culturale.

Gli “Atelier Arte Bellezza e Cultura” sono un progetto integrato – sottoscritto tra la Regione Lazio e i Comuni di Roma, Civita di Bagnoregio, Cassino, Rieti e Formia – a sostegno di interventi d’impresa per la valorizzazione, in ciascuno dei Comuni sottoscrittori, degli spazi fisici di pregio attraverso cui incentivare la crescita di attività imprenditoriali e artigianali in ambito culturale.

I beneficiari sono tutte le micro, piccole e medie imprese in forma singola o aggregata con sede operativa nel Lazio. Il contributo massimo concedibile per singolo progetto è pari all’80% delle spese ammissibili e comunque non superiore a 200.000 euro, nel rispetto delle disposizioni previste dal regime de minimis.

Attraverso il bando la Regione Lazio concede contributi a fondo perduto per progetti di investimento di PMI in grado di coniugare l’imprenditoria con la valorizzazione degli spazi fisici degli Atelier attraverso la promozione e l’organizzazione di attività in grado di garantirne la fruizione e l’animazione:

  • Atelier “Museo Abitato – Mercati di Traiano”, Roma (RM).
  • Atelier “Segni creativi”, Palazzo Alemanni, Civita di Bagnoregio (VT)
  • Atelier “Racconti contemporanei”, Museo Archeologico, Rieti (RI)
  • Atelier “Memory gate: La porta della memoria”, Museo Historiale, Cassino (FR)
  • Atelier “Antichi sentieri”, Torre di Mola, Formia (LT)

I progetti devono essere sviluppati all’interno dei seguenti ambiti tematici-culturali:

  • Memorializzazione Digitale;
  • Storytelling per i Beni Culturali;
  • Fumetto, Animazione, Scrittura e Paesaggio;
  • Teatro, Musica e Linguaggi Artistici;
  • Plastici, tecnologie di rilievo, modellazione e stampa;
  • Marketing e Produzione di merchandising artigianale.

Sono prioritari gli interventi in grado di favorire processi di networking nazionali e internazionali.

Gli interessati potranno presentare la loro proposta progettuale a partire dalle ore 12,00 del 22 maggio 2017 e fino alle ore 12,00 del 21 giugno 2017, esclusivamente per via telematica.  La selezione delle richieste avviene con procedura “a graduatoria”.

 

Finanziamenti Start-up: incentivi per Regione

Fondi UE e finanziamenti alle start-up: guida agli incentivi per la creazione d’impresa nelle diverse Regioni.

A che punto è l’attuazione dei finanziamenti alle startup, anche a fronte dell’importante ruolo svolto dalle Regioni, responsabili della programmazione per l’utilizzo dei fondi europei nei periodi 2007-2013 e 2014-2020? A rispondere è il dossier realizzato dalla Commissione Attività produttive della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, presentato nel corso del convegno “Strategie, policy e progetti delle Regioni italiane a supporto delle startup innovative”.

Dall’analisi è emerso che tutte le Regioni sono attive sul lato del sostegno alla creazione di nuove imprese e con risultati interessanti nonostante la crisi, coprendo praticamente ogni categoria di impresa con riferimento alla dimensione (mPMI), al settore di attività ed alla propensione all’innovazione tecnologica. Rispetto al 2014, si evidenzia un aumento del numero delle Regioni che hanno definito a livello regionale la startup innovativa o utilizzato la definizione introdotta a livello nazionale dal D.L. 179/2012 (es. Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto).

Rimangono numerosi gli interventi regionali volti a sostenere le imprese start-up in generale, comprendendo tra i beneficiari quelle innovative, in linea con l’approccio comunitario e con le misure attivate a livello di programmazione regionale che tengono conto dell’ampia durata della crisi economica. Particolare attenzione viene posta nei confronti dei soggetti maggiormente in difficoltà, come disoccupati, lavoratori in CIG, CIGS, mobilità, giovani, donne, immigrati, disabili e imprese del terzo settore con iniziative orientate all’auto-imprenditorialità, prevalentemente in de minimis.

Nel complesso sono circa 70 gli interventi realizzati dalle Regioni a sostegno delle start-up con in cima alla lista, per numero di iniziative, le zone del Nord e più in particolare Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Toscana. Al Sud e in particolare in Campania, Puglia e Sicilia si è deciso di puntare su strumenti più specifici, e spesso più complessi, con una consistente dotazione di risorse.

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